Wi-Fi, RadioLAN e HiperLAN  

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Martedì ore 10:30-13:30

Mercoledì ore 10:30-13:30

Giovedì ore 9:00-12:00

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In questo settore, la presenza di terminologie appartenenti ad ambiti diversi rende difficoltoso l’orientamento rispetto alla normativa. Cerchiamo di fare chiarezza:

 Wi-Fi: abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che possono collegarsi a reti locali senza fili (W-LAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.

 802.11 a,b,g,h,n ecc.: definizioni dell’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers), organismo con sede negli USA che ha il compito di definire standard industriali nel settore elettrico ed elettronico. Tra gli altri possiamo distinguere:

802.11a: standard USA, che utilizza frequenze nella banda dei 5 GHz, applicabile in Italia solo se adattato alle caratteristiche tecniche indicate dalle norme europee (vedi sotto);
802.11b, g, n: gli standard più utilizzati dalle comuni apparecchiature Wi-fi, utilizzano la banda dei 2,4 GHz e si differenziano solo per la velocità di trasmissione;
802.11h: standard di recente approvazione, adattamento dell’802.11a alla normativa europea, con l’implementazione dei meccanismi di DFS e TPC (vedi note).

 Per la normativa europea, e italiana di conseguenza, esistono due tipologie di reti locali senza fili:

 RadioLAN (Radio Local Area Network)

Sono regolate dalla direttiva ERC/DEC/(01)07

   Le caratteristiche tecniche sono le seguenti (raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03): 

Banda di frequenza: 2400 – 2483,5 MHz
EIRP: 100 mW (vedi note)
Uso consentito sia all’interno che all’esterno di edifici

 HiperLAN (High Performance Radio Local Area Network

Sono regolate dalla direttiva ECC/DEC(04)08

        Le caratteristiche tecniche sono le seguenti (raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03): 

Banda di frequenza: 5150 – 5250 MHz
EIRP: 30 mW (vedi note)
Uso consentito solo all’interno di edifici
Banda di frequenza: 5150 – 5350 MHz
EIRP: 200 mW (vedi note)
Uso consentito solo all’interno di edifici
TPC e DFS obbligatori (vedi note)
Banda di frequenza: 5470 – 5725 MHz
EIRP: 1W (vedi note)
Uso consentito sia all’interno che all’esterno di edifici
TPC e DFS obbligatori (vedi note)
Banda di frequenza: 17,1 – 17,3  GHz
EIRP: 100 mW (vedi note)
Uso consentito sia all’interno che all’esterno di edifici

Note:

EIRP: Equivalent Isotropically Radiated Power: potenza equivalente irradiata isotropicamente: si tratta di un livello di potenza che comprende anche l’eventuale guadagno di antenna: attenzione quindi alle antenne esterne!

TPC: Transmitter Power Control: il trasmettitore deve essere dotato di un sistema di controllo di potenza che assicuri un fattore di mitigazione di almeno 3 dB;

DFS: Dynamic Frequency Selection: la selezione dinamica della frequenza associata con il meccanismo di scelta del canale deve assicurare una distribuzione uniforme del carico trasmissivo su 300 MHz (225 MHz nella banda 5470-5725): evita interferenze ad altri servizi, in particolare i radar e i servizi satellitari compresenti in questa banda di frequenze. La conformità allo standard 802.11h garantisce la presenza di entrambi questi meccanismi di protezione.

Tutte le bande di frequenza destinate alle varie tipologie di  W-LAN, come previsto dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze (D.M. 8 luglio 2002 e successive modifiche) sono ad uso collettivo, su base di non interferenza e senza diritto a protezione rispetto agli altri servizi.

Da ricordare in ogni caso che le apparecchiature utilizzate per implementare questo tipo di collegamenti devono essere conformi alla Direttiva 1999/5/CE, recepita dal Decreto Legislativo 9 maggio 2001, n.269: in sostanza devono riportare la marcatura CE ed essere dotati della relativa dichiarazione di conformità.

Ferma restando la conformità alle normative tecniche europee di cui sopra, in caso di installazione di reti senza fili (W-LAN) la normativa prevede diversi tipi di autorizzazione da richiedere al Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico :

 

Uso privato all’interno del proprio fondo: non è prevista alcuna autorizzazione, ai sensi dell’art. 105, comma 1, punto b del D.Lgs. 259/03 (Codice delle comunicazioni elettroniche): “attività in regime di libero uso se l'installazione o l'esercizio di reti locali avviene, per proprio uso esclusivo, nell'ambito del proprio fondo o in più fondi dello stesso proprietario, possessore o detentore purché contigui, ovvero nell'ambito dello stesso edificio per collegare una parte di proprietà del privato con altra comune, purché non connessi alle reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico.Parti dello stesso fondo o più fondi dello stesso proprietario, possessore o detentore si considerano contigui anche se separati, purché collegati da opere permanenti di uso esclusivo del proprietario, che consentano il passaggio pedonale o di mezzi”.
Uso privato con passaggio del collegamento radio al di fuori del proprio fondo: è necessaria l’autorizzazione generale, da richiedere al competente Ispettorato Territoriale del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell’art. 104, comma 1, lettera c), numero 3) del Codice delle comunicazioni elettroniche. A questo scopo si deve presentare una dichiarazione conforme all’allegato 19 del Codice, indicando tipologia, numero, marca e modello degli apparati e la loro ubicazione, allegando inoltre copia della dichiarazione di conformità CE. Non è previsto al momento il versamento di alcun contributo. L'Ufficio che si occupa delle richieste di autorizzazione è lo stesso che tratta le pratiche relative agli apparati di debole potenza    
Fornitura al pubblico dell’accesso W-LAN alle reti e ai servizi di telecomunicazioni: è il caso in cui si intenda installare uno o più access point W-LAN in uno spazio aperto al pubblico per fornire, ad esempio, il servizio di accesso alla rete internet.  E’ necessaria l’autorizzazione generale, da richiedere al Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento per le comunicazioni – Direzione Generale Servizi di Comunicazione Elettronica e di Radiodiffusione – Roma. A questo scopo si deve presentare una dichiarazione conforme all’allegato A del Decreto Ministeriale 28 maggio 2003 (e successive modifiche). Dato che questo tipo di installazione comporta l’uso pubblico, si deve preventivamente essere autorizzati ad esercire l’attività di internet point o ad agire come internet service provider, ovvero essere iscritti al Registro degli operatori di comunicazione presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).
 

 

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