La tutela dei servizi forniti tramite le reti di comunicazione elettronica, prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche (D.lgs 1° agosto 2003, n. 259 - art. 97, comma 2 e art. 211 - che di seguito verrà indicato come "Codice") e dalle altre norme in vigore, anche in materia di compatibilità elettromagnetica, viene espletata dall'Ispettorato sia a favore dei gestori delle stesse reti, sia degli utenti finali.
Nel caso delle stazioni radioelettriche per la ricezione di programmi radiotelevisivi (ossia gli impianti singoli o centralizzati per la ricezione radiotelevisiva), l'utente finale è rappresentato dal cosiddetto "abbonato", ossia da quel soggetto che, come imposto da specifiche norme in materia di finanze, corrisponde allo Stato un contributo annuo a titolo di possesso di uno o più apparati atti alla ricezione di programmi televisivi (*).
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AVVERTENZA I tecnici degli
Ispettorati Territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni, non
eseguono riparazioni o altre attività di manutenzione
degli impianti di ricezione radiofonica o televisiva degli utenti. |
Definizione
di impianto
Abbonamenti
Cosa
sono le interferenze (Interferenze, disturbi ed altro)
Interferenze alla
TV "digitale"
Cosa fare in
caso di ricezione radiotelevisiva anomala
Modalità
di richiesta di intervento
Competenze in caso di "inquinamento elettromagnetico"
Servizio pubblico di
radiodiffusione sonora e televisiva (RAI)
Appendice
Una rete di comunicazione elettronica
per la diffusione circolare (quindi a mezzo di onde elettromagnetiche)
di programmi sonori o televisivi, è costituita da impianti
di stazioni radioelettriche.
Sono stazioni radioelettriche, sia gli impianti dei trasmettitori
o dei ripetitori radiofonici e radiotelevisivi dei gestori, sia
gli impianti utilizzati dagli utenti per ricevere i servizi irradiati
dai primi.
Una stazione radioelettrica atta
alla ricezione di programmi radiofonici e/o radiotelevisivi (analogici
e/o digitali), può essere composta da uno o più
ricevitori (*), da una o più antenne, e da eventuali apparecchiature
accessorie per il trattamento e la distribuzione dei segnali radioelettrici
agli utenti (amplificatori, convertitori, filtri, derivatori,
cavi coassiali eccetera).
Un televisore portatile costituisce un impianto di stazione portatile.
(*) Per ricevitore si intende qualunque apparecchio o altro dispositivo atto o adattabile alla ricezione delle diffusioni radiofoniche e televisive.
La RAI Radiotelevisione italiana S.p.a., in virtù di specifici Contratti di Servizio, stipulati (su base annuale), con il Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni (Sulla base della convenzione STATO-RAI vigente), è concessionaria per il servizio pubblico di radiodiffusione sonora e televisiva (Emittenza pubblica). La Legge 223/90 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato - art. 16), stabilisce che anche a soggetti privati possono essere rilasciate concessioni per la radiodiffusione sonora o televisiva (Emittenza privata). Il "Testo unico della radiotelevisione", D.Lgs. 31-07-2005, n. 177, art. 30, stabilisce, tra l'altro, che "L'installazione e l'esercizio di impianti e ripetitori privati, destinati esclusivamente alla ricezione e trasmissione via etere simultanea ed integrale dei programmi radiofonici e televisivi diffusi in ambito nazionale e locale, sono assoggettati a preventiva autorizzazione del Ministero omiss.". (Ripetitori gestiti esclusivamente da Comuni, comunità montane o altri enti locali o consorzi di enti locali ). Il Codice delle comunicazioni elettroniche
(art.1 g)), stabilisce, tra l'altro, che la fornitura di reti
o di servizi di comunicazione elettronica, anche ad uso privato,
è soggetta ad autorizzazione generale. Per quanto riguarda le stazioni riceventi del servizio di radiodiffusione, lo stesso Il Codice delle comunicazioni elettroniche (art. 160 comma 2) stabilisce che "il titolo di abbonamento tiene luogo alla licenza.". Quindi anche detti impianti sono, di fatto, soggetti ad autorizzazione generale. |
Le norme attualmente in vigore stabiliscono che per il possesso o la detenzione di apparecchi atti alla sola ricezione dei programmi radiofonici del servizio di radiodiffusione sonora, in ambito familiare, non è previsto alcun tributo o imposta annua (ex canone di abbonamento di tipo ordinario).
Il possesso o la detenzione di uno o più ricevitori di programmi del servizio di radiodiffusione televisiva, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, quindi in ambito familiare (secondo lo stato di famiglia), implica il pagamento annuo di un'imposta sulla detenzione degli stessi, indipendente dalla loro quantità. Detta imposta viene ancora comunemente definita "canone di abbonamento alla televisione".
Il canone dev'essere pagato indipendentemente dall'uso che si fa del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive, ed è altresì indipendentemente dal numero dei ricevitori di cui si dispone presso la propria abitazione e/o in seconde case di propria esclusiva pertinenza.
Tra gli apparecchi o altri dispositivi atti alla ricezione radiotelevisiva, sono compresi i televisori, i video registratori, i sintonizzatori per PC, esterni o incorporati, i decoder per la ricezione radiotelevisiva da satellite e/o digitale terrestre e quant'altro di simile.
Ad oggi (dato del 2007), in mancanza di specifici chiarimenti normativi, il "canone" risulterebbe dovuto anche da chi, se non già titolare di un "abbonamento" TV per casa, utilizza videofonini o palmari per la ricezione di programmi televisivi DVB-H.
Abbonamenti speciali: la relativa imposta è dovuta da chi possiede o detiene uno o più apparecchi radiofonici o televisivi in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dall'ambito familiare (alberghi, residence, villaggi turistici e campeggi, ed altre strutture ricettive, esercizi pubblici: negozi, bar, ristoranti; circoli privati, imbarcazioni, istituti scolastici, mense, eccetera).
D'ora in poi, faremo quasi sempre riferimento ai soli programmi televisivi per comodità esplicativa.
Le foto che ritraggono alcuni tipi di interferenze, disturbi ad altre anomalie, e le diverse descrizioni, sono solamente indicative e non possono rappresentare tutte le tipologie e varietà di fenomeni possibili.
Ecco come si presenta lo schermo del TV nel caso di buona ricezione dell'immagine:

Ecco alcune definizioni semplificate di termini comunemente usati
Frequenza (portante): è il valore nominale (o centrale), comunemente espresso in multipli di Hertz (Hz), come kiloHertz (kHz), MegaHertz (MHz), GigaHertz (GHz), di un'emissione radioelettrica.
Canale: una porzione di spettro radioelettrico, situata intorno alla frequenza portante, che è occupata dalle oscillazioni del valore della portante, quando modulata da un'informazione e/o da sottoportanti.
Informazione: il contenuto della trasmissione (audio, video, dati, eccetera).
Per interferenza s'intende, comunemente, l'effetto causato sulla ricezione
di un determinato segnale radioelettrico, causato da una seconda
emissione (o da più emissioni) irradiata sulla stessa frequenza
o su frequenze poste all'interno dello stesso canale o adiacenti
ad esso.
Un'interferenza può essere causata da stazioni radioelettriche
o da altri dispositivi che generano ed irradiano emissioni a radiofrequenza.



Per disturbo s'intende, comunemente, l'effetto prodotto sulla ricezione di un determinato segnale radioelettrico, causato da emissioni a largo spettro, sia di origine naturale, sia di origine "industriale", che si manifestano anche all'interno del canale ricevuto.

Le riflessioni sono un ben noto e
comune problema che, a differenza delle interferenze vere e proprie
e dei disturbi, nella TV analogica si manifesta in modo simile
a quello riprodotto nella foto 04; a volte la presenza di riflessioni
intense provoca la perdita di sincronismi (ad es. con figure che
scorrono verticalmente).
Le riflessioni si rendono visibili, in maniera più o meno
accentuata, quando in una certa porzione di spazio, compresa tra
l'antenna e la sorgente del segnale utile, esistono ostacoli naturali
(colline, montagne, laghi, mari
), oppure palazzi, ponti,
capannoni, navi, gru, eccetera; ossia tutto ciò che è
in grado di riflettere onde elettromagnetiche.
In pratica, in determinate condizioni, al ricevitore TV arrivano
due o più segnali; quello utile e quello (o quelli) riflesso,
che giunge al ricevitore televisivo con un lieve ritardo di tempo
rispetto al primo.
In alcuni casi le riflessioni che appaiono sul nostro schermo
TV possono essere "costanti" (generalmente sono causate
dalla presenza di ostacoli fissi), in altri casi esse possono
variare (muovendosi orizzontalmente), rapidamente o lentamente,
nel tempo (generalmente dipende dalla posizione mutevole delle
superfici riflettenti e/o dalle condizioni ambientali).
Non di rado la presenza di riflessioni sullo schermo può
essere causata da una inappropriata installazione dell'antenna
ricevente o da un suo spostamento (ad esempio causato da forte
vento).
Anche un'inadeguata realizzazione o manutenzione dell'impianto
d'antenna (singolo o collettivo), o la manomissione della parte
dell'impianto di distribuzione del segnale (cavi coassiali, prese
d'utente o divisori e derivatori di segnale), può dar luogo
alla formazione di riflessioni sullo schermo.
Consultare l'antennista
è consigliabile.
Disturbi da malfunzionamenti dell'impianto ricevente
I malfunzionamenti di alcune parti
dell'impianto d'antenna possono causare disturbi alla ricezione
televisiva, più o meno accentuati (Foto 05).
Essi possono essere causati da avarie degli amplificatori di canale,
o dalla pessima condizione di cavi coassiali o di altri componenti.
A prima vista non è facile distinguere questo tipo di disturbi
da un problema di natura esterna, senza effettuare adeguate misure
strumentali.

Disturbi da "rumore"
a) disturbi di origine naturale,
"di fondo", a largo spettro (tempeste solari, elettromagnetiche,
e così via).
Essi, comunemente, si manifestano quando vi è uno scarso
rapporto tra l'ampiezza del segnale utile ricevuto e il rumore
di fondo, implicando la comparsa, sullo schermo televisivo, del
cosiddetto effetto neve (foto 06).
Anche un'inadeguata realizzazione o manutenzione dell'impianto d'antenna (singolo o collettivo), o la manomissione della parte dell'impianto di distribuzione del segnale (cavi coassiali, prese d'utente o divisori e derivatori di segnale), può dar luogo alla comparsa di effetto neve o altri disturbi sullo schermo.

b) disturbi prodotti da tutti i dispositivi elettrici, elettronici e radioelettrici presenti nell'ambiente (dai sistemi di illuminazione alle linee di distribuzione di energia elettrica, gli altri ricevitori radioelettrici, gli elettrodomestici, le linee ferroviarie elettrificate, ponti radio, trasmettitori, ripetitori televisivi e per la telefonia e quant'altro); ossia tutto ciò che genera, abbastanza costantemente, il cosiddetto inquinamento elettromagnetico e/o emissioni a largo spettro.
Questi disturbi (foto 07) si manifestano con svariate modalità; con la comparsa di puntini bianchi distribuiti casualmente sullo schermo (a volte accompagnati da crepitii sull'audio), oppure raggruppati in "barre" fisse o scorrevoli sullo schermo (orizzontali, verticali o diagonali), "lische di pesce" eccetera.

L'inserimento, nell'impianto ricevente, di dispositivi di amplificazione, specialmente se a "larga banda", aumenta sia il segnale utile, sia il rumore; quindi spesso, pur permettendo un'apparente miglior ricezione delle immagini, non risolve il problema di eventuali disturbi.
Disturbi "industriali"

Pur facendo parte dei disturbi da rumore già descritti al precedente punto b), sovente i disturbi industriali sono causa di pesanti turbative (foto 08), quasi sempre localizzabili nella zona in cui operano i macchinari che li generano.
Alcuni tipi di macchinari industriali, o apparecchiature elettriche od elettroniche, o linee elettriche (specialmente se costruite od installate in difformità delle specifiche norme in materia di compatibilità elettromagnetica e per la prevenzione dei disturbi radioelettrici, oppure se malfunzionanti a causa di avarie), possono irradiare emissioni radioelettriche a largo spettro o concentrate in determinate bande di frequenza.

Non sono rari i casi in cui, a causa della ridotta distanza tra gli impianti di ricezione radiotelevisiva disturbati e determinate apparecchiature, non sia possibile comunque garantire la totale assenza, a volte periodica, di disturbi di natura elettromagnetica.
E' bene ribadire
che più scarsa è l'ampiezza del segnale utile (ossia
del segnale ricevibile sul canale che si desidera sintonizzare),
più accentuata sarà la presenza dell'effetto neve
e/o degli altri tipi di disturbi (effetti che possono manifestarsi
anche sull'audio, con fruscio e/o crepitii, quando il segnale
è particolarmente scarso).
Ottimizzare, quando possibile, la posizione, la struttura e la
qualità delle antenne e, laddove necessario, impiegare
anche filtri di canale, è il miglior metodo per cercare
di ottenere un aumento del segnale utile.
Disturbi e fenomeni dovuti a problemi di incompatibilità elettromagnetica
Finora, in particolare, abbiamo considerato
i fenomeni interferenziali, che interessano un ricevitore radiofonico
o radiotelevisivo in quanto tale e che sono quindi solitamente
causati da emissioni, prodotte da altre stazioni radioelettriche
o da diverse altre fonti, su frequenze poste all'interno del canale
radio (o radiotelevisivo) su cui esso è sintonizzato.
Abbiamo poi parlato di generici disturbi elettromagnetici, che
si propagano nell'etere, analogamente alle emissioni generate
dalle stazioni radio.
In entrambi i casi i fenomeni che possono manifestarsi sono riconducibili
a emissioni elettromagnetiche che si propagano nello spazio, coprendo
anche certe distanze.
Però, quando vi è una
certa vicinanza tra apparecchiature, radioelettriche (ivi
compresi i ricevitori di radiotelevisivi), o impianti radioelettrici,
elettrici o elettronici, o altre apparecchiature analoghe, oltre
a possibili interferenze o disturbi come quelli già trattati,
possono verificarsi anche veri e propri malfunzionamenti delle
apparecchiature stesse.
La più recente normativa italiana (D.lgs
06-11-2007, n. 194), che ha recepito ed attuato le specifiche direttive europee
in materia di "compatibilità elettromagnetica" (es. la direttiva
2004/108/CE), determina, tra l’altro, i parametri cui debbono attenersi i
costruttori, gli importatori e gli installatori delle varie apparecchiature, ai
fini della loro immissione nel mercato, commercializzazione, distribuzione, e/o
della loro installazione.
Gli indesiderati effetti che possono derivare
dalle emissioni elettromagnetiche generate da uno dei due apparecchiature, o
da entrambe, o in mancanza della necessaria immunità di essi o di uno di
essi, determinano, di fatto, una situazione di "incompatibilità
elettromagnetica”.
Il predetto decreto stabilisce, tra l’altro,
che:
Ne consegue che, gli stessi apparecchi, devono
anche essere il più possibile immuni ai disturbi elettromagnetici generati da
altri, specialmente se presenti nello stesso ambiente elettromagnetico.
Per ambiente
elettromagnetico si intende il complesso di tutti i fenomeni
elettromagnetici osservabili in un determinato luogo.
NB: Le eventuali emissioni non quasi mai
eliminabili completamente, e devono quindi essere contenute entro determinati
limiti ed entro un determinato raggio.
Lo stesso D.lgs 194/2007, stabilisce anche le
procedure di riconoscimento degli organismi notificati, preposti al rilascio
delle certificazioni di conformità delle apparecchiature in questione, le
quali, una volta immesse in commercio, debbono essere accompagnate da una
"Dichiarazione di conformità" e dalla marcatura CE di conformità",
anche ai fini della tutela del consumatore.
In generale, quando si verifica una situazione di incompatibilità elettromagnetica tra due apparecchiature, possono manifestarsi dei malfunzionamenti di una di esse o, meno frequentemente, su entrambe.
Alcuni esempi:
a) Se avvicinate un telefono cellulare
acceso ad un impianto ad alta fedeltà acceso (senza sintonizzatore
radio), può accadere che, periodicamente, sentiate un rumore,
simile a quello sotto riproducibile, negli altoparlanti.
b) Analogo effetto si può presentare nelle "casse"
di un personal computer od altri dispositivi riproduttori di suoni.
c) In alcuni casi la vicinanza di
un cellulare acceso vicino al monitor di un PC, può provocare,
a volte combinata con l'effetto audio, la comparsa di barre o
distorsioni dell'immagine visibile in quel momento.
Nei casi appena citati, l'apparecchiatura "disturbata"
non è certamente un ricevitore radiofonico o televisivo,
eppure abbiamo sentito e/o visto qualcosa di molto simile ai fenomeni
dovuti alle interferenze o ai disturbi rilevabili nei radio ricevitori.
Questo tipo di disturbi, normalmente, non è eliminabile
se non allontanando le apparecchiature coinvolte.
Può anche accadere che questi ulteriori fenomeni si manifestino anche in impianti HI-FI muniti di sintonizzatore radiofonico, oppure in ricevitori televisivi; quindi è difficile, per l'utente (o per l'utilizzatore) stabilire se si tratta di interferenze o disturbi radioelettrici, oppure se si tratta di malfunzionamenti riconducibili all'incompatibilità elettromagnetica.
Alcuni esempi:
a) nelle vicinanze opera un radioamatore e vi capita di sentirne la voce nelle casse dello "stereo" mentre ascoltate un programma radiofonico mediante un sintonizzatore FM. Anche se non impossibile, è assai poco probabile che le emissioni di una stazione di radioamatore riescano a produrre interferenze nella banda di frequenza 88,500 / 108 MHz. Ne consegue che, assai probabilmente, i fastidiosi fenomeni da voi rilevati possano dipendere dall'eccessiva vicinanza tra il vostro impianto ricevente (o parte di esso) con l'antenna usata dal radioamatore o con il cavo di alimentazione di detta antenna. Se prima non vi era mai capitato di subire detti disturbi, potrebbero essere subentrate delle variabili come un'avaria alla stazione del radioamatore, un aumento della potenza trasmessa (sebbene nei limiti consentiti, ad esempio), un malfunzionamento del vostro impianto di terra ed altro ancora.
b) analogo problema lo riscontrate nell'audio del vostro televisore. Valgono in linea di massima le stesse osservazioni precedenti.
In alcuni casi è possibile risolvere gli inconvenienti posizionando diversamente i diffusori dello "stereo" o del PC, o i loro cavi di collegamento, oppure usando cavi schermati, o, se possibile, provando a sostituire temporaneamente i diffusori con altri di marca diversa.
c) in alcuni casi, fortunatamente rari oggigiorno, un PC (personal computer), potrebbe generare interferenze al TV (simili a quelle della foto 10). Basta spegnere il PC e poi scollegarlo dalla rete elettrica, per verificare se esso era la causa del problema.

In caso di impossibilità di fare alcune delle prove sopra citate, e di dubbi, vi consigliamo di contattare l'Ispettorato telefonicamente (o via posta elettronica), al fine di ottenere qualche ragguaglio in merito e per valutare l'opportunità o meno di richiedere un intervento. |
E' utile rammentare che in alcune
circostanze le interferenze (o i disturbi) possono essere generati
da apparecchiature elettriche od elettroniche installate o comunque
utilizzate nella vostra abitazione. Se constatate la presenza di siffatte
interferenze ed avete acceso in casa qualche dispositivo, la
cui attivazione ha coinciso con la comparsa dei disturbi, provate
a disattivarlo e, nel caso che i disturbi scompaiano avete risolto
il problema. |
Alcune definizioni (modalità dei servizi digitali di Broadcasting):
DVB:
Digital Video Broadcasting (Trasmissione video digitale)
DVB-S: Digital Video Broadcasting - Satellite (Trasmissione video
digitale - satellitare)
DVB-C: Digital Video Broadcasting - Cable (Trasmissione video
digitale - via cavo)
DVB-T: Digital Video Broadcasting - Terrestrial (Trasmissione
video digitale - terrestre)
DVB-H: Digital Video Broadcasting - Handheld (Trasmissione video
digitale - palmare, cellulare)
DAB: Digital Audio Broadcasting (Trasmissione audio digitale) - Radio digitale
L'avvento delle tecnologie digitali,
dopo aver stravolto il modo di comunicare, mediante i sistemi
di telefonia mobile (cellulari e similari), sta rivoluzionando
da tempo, sebbene con certi ritardi, anche il mondo della televisione
e della radio.
Oltre alle trasmissioni radiofoniche e televisive via satellite,
che ad oggi sono state quasi completamente convertite in "digitale",
anche la radio e la TV "terrestri" seguiranno, verosimilmente
entro alcuni anni, la stessa sorte.
Già oggi, la ricezione di segnali digitali terrestri disponibili
comporta, da parte dell'utente, la modifica della sua stazione
ricevente, con l'installazione di appositi "decoder"
(un decoder per ogni televisore analogico di cui si dispone) da
abbinare ai ricevitori TV analogici.
In futuro, se e quando le trasmissioni analogiche verranno definitivamente
abbandonate, l'utente dovrà sostituire i suoi ricevitori
radiotelevisivi con altrettanti ricevitori digitali (i cosiddetti iDTV),
come quelli recentemente immessi in commercio in Italia (autunno 2007).
Attualmente i cosiddetti pacchetti, o bouquet (tecnicamente noti
come MUX, o Multiplex digitali), "offerti" in parte
gratuitamente da alcune emittenti tra cui la RAI, sono ancora
sperimentali e soggetti a frequenti variazioni di contenuto; in
altri casi essi sono a pagamento, per la fornitura di "pacchetti"
tematici (come sport e film, in particolare).
La trasmissione digitale delle informazioni assolve (o dovrebbe assolvere) diverse necessità tra le quali, in particolare:
Assenza di disturbi audio e video, con conseguente aumento della
.
Qualità del "prodotto" ricevuto (audio
con qualità "CD", video anche ad alta risoluzione);
Maggiore quantità e tipologie di dati ricevibili:
numerose emittenti ricevibili su un unico canale radiotelevisivo,
possibilità di selezionare, laddove disponibili, audio
multilingue, visualizzazione di informazioni in tempo reale (oltre
al teletext), inerenti i contenuti dei programmi in corso e quelli
successivamente trasmessi, eccetera.
L'interattività della maggior parte dei decoder, espletata attraverso il loro collegamento alla linea telefonica), permette, all'utente che lo desidera e a sue spese, di svolgere alcune altre operazioni, simili a quelle eseguibili via internet tramite un PC, mettendosi in "contatto" con l'emittente in quel momento sintonizzata.
Una peculiare caratteristica dei trasmettitori digitali è quella di emettere, in linea di massima, potenze inferiori a quelle irradiate dagli attuali impianti trasmittenti analogici. Ciò dovrebbe ridurre l'inquinamento elettromagnetico, a patto che non vi sia una eccessiva proliferazione di emittenti che forniscono servizi digitali di broadcasting a mezzo onde radio.
Come sopra accennato, la tecnica
digitale dovrebbe eliminare i tanto fastidiosi disturbi alla ricezione
radiotelevisiva che abbiamo visto in precedenza.
Tuttavia anche il "digitale" non è perfetto e
la sua ricezione può essere compromessa, in parte o totalmente,
se verificano alcune particolari condizioni che non permettono
al ricevitore l'opportuna correzione ed il recupero di dati particolarmente
degradati.
Qui facciamo riferimento alle sole trasmissioni ricevute via "etere"
(satellitare e terrestre in particolare), così come abbiamo
fatto nel capitolo dedicato alla ricezione analogica.
L'assenza del segnale utile comporta la mancanza assoluta di immagini sullo schermo (nella maggior parte dei casi lo schermo appare nero o blu, spesso seguito dalla comparsa di una scritta, che varia a seconda del software insito nel decoder, che avverte della mancanza di segnale; foto 11).
La scarsità di segnale utile
(che nel caso satellitare può dipendere da nubi, pioggia o nevicate
in atto) o la presenza di interferenze particolarmente pesanti,
provoca la comparsa di "quadratini" o "rettangolini"
colorati (più o meno numerosi; foto 12), spesso accompagnati
dal frequente "congelamento" dell'immagine in quel momento
presente sullo schermo, nonché da acuti crepitii nell'audio.
In alcuni casi, fortunatamente rari, si possono verificare vere
e proprie interferenze (solitamente di natura "terrestre")
che impediscono, di fatto, la ricezione di determinati canali
(Ciò vale sia la ricezione terrestre, sia quella da satellite).

Per la ricezione digitale terrestre, sia in caso di assenza di segnale, o di segnale utile scarso, o in presenza anomalie e di possibili interferenze o disturbi in atto, per l'utente valgono le stesse indicazioni di seguito date per "l'analogico".
Occorre innanzitutto stabilire se il problema riguarda solo Voi o se interessa anche altri utenti che abitano vicino a voi, nello stesso stabile o in edifici adiacenti. Quindi chiedete a qualcuno che abita nelle vostre vicinanze, se anche la sua ricezione è affetta dagli stessi disturbi e se riguarda gli stessi canali (avendo cura di distinguere tra quelli analogici e quelli digitali).
Se le persone da voi interpellate
non lamentano disturbi o ne lamentano altri,
non riconducibili a quelli che Vi riguardano, provvedete, per
quanto possibile, personalmente ad una sommaria verifica della
parte interna del vostro impianto d'antenna.
Se disponete di più apparecchi televisivi collegati alla
stessa antenna, verificate se i disturbi si manifestano su tutti.
In caso contrario è assai probabile che il solo televisore
"disturbato" abbia qualche avaria o che il cavo che
lo collega all'antenna (o gli spinotti, la presa ecc.) presenta
qualche difetto.
Se invece i disturbi interessano tutti i vostri televisori, provvedete,
se possibile, ad una verifica più accurata di tutto il
vostro impianto d'antenna, rivolgendovi, se lo ritenete opportuno,
al vostro antennista di fiducia, eventualmente tramite l'amministratore
nel caso abitiate in uno stabile dotato di impianto centralizzato.
Se
le persone da voi interpellate lamentano gli stessi disturbi e tutti impiegano impianti d'antenna singoli
tenete presente che se le anomalie consistono nell'assenza prolungata
o intermittente di segnali, è assai probabile che non si
tratti di interferenze o disturbi ma di avarie dei ripetitori
che servono la vostra zona.
Se vi trovate in località montane o comunque in piccole
località, potete chiedere al Comune o alla Comunità
locale (se presente) se i ripetitori dei canali interessati sono
gestiti localmente oppure direttamente dalle emittenti stesse.
In quest'ultimo caso contattate direttamente la sede più
vicina dell'emittente o delle emittenti coinvolte. (Servizio
pubblico - RAI)
Nel caso invece che l'impianto d'antenna sia centralizzato, occorre stabilire se si possa trattare di un guasto all'impianto o se il disturbo sia di provenienza esterna; per fare ciò la cosa più semplice è interpellare abitanti degli stabili vicini.
Se la loro la ricezione è regolare conviene chiedere all'amministratore di far eseguire una verifica dell'impianto da parte dell'antennista.
Altrimenti, nel caso di assenza prolungata o intermittente di segnali, occorre contattare i responsabili delle emittenti interessate per verificare l'eventualità di avarie ai ripetitori stessi.
Se dalle verifiche eseguite vi pare di poter escludere tutte le eventualità sopra descritte contattate l'Ispettorato Liguria per richiedere l'intervento tecnico (secondo le modalità riportate in seguito) di persona o tramite l'amministratore del vostro condominio in caso utilizziate un impianto centralizzato..
Per i residenti a Genova è possibile recarsi personalmente presso la portineria dell'Ispettorato (vedi "dove siamo"), e richiedere l'apposito modulo da compilare e consegnare subito.
Altrimenti l'invio delle richieste di intervento per interferenze radio TV può essere fatto:
a mezzo Fax: al numero 010-211575
a mezzo posta elettronica: all'indirizzo it.liguria@sviluppoeconomico.gov.it
a mezzo posta ordinaria: con lettera in carta semplice indirizzata a:
Ministero dello Sviluppo Economico
Comunicazioni
Ispettorato territoriale per la Liguria
Ufficio Interferenze Radio TV
Via Saporiti, 7
16134 Genova.
nella quale è possibile descrivere il problema secondo le successive indicazioni, oppure inserire il solo modulo di richiesta di intervento, su due pagine, debitamente compilato e firmato.
Il modulo è "scaricabile" qui
Alla voce Interferenze ad impianti TLC pubblici o privati, "segnalazione di interferenze alla ricezione radio/TV (per utenti privati, su due pagine)", sarà possibile scegliere di visualizzare o scaricare il predetto modulo in formato "Word" o "PDF" (Leggere le "note" ivi riportate).
Le richieste d'intervento per interferenze alla ricezione di programmi radiofonici o radiotelevisivi, effettuate con i metodi sopra indicati, NON comportano l'applicazione di marca da bollo.
Le richieste d'intervento effettuate a mezzo telefono, o mediante corrispondenza anonima, non possono essere prese in considerazione.
E' tuttavia possibile chiedere informazioni
e chiarimenti telefonando al numero 010-213412;
oppure chiamando il centralino al numero 010-210327 e chiedendo
di parlare con l'ufficio "interferenze TV" (interno
217); oppure utilizzando i numeri di posta elettronica o fax indicati
sopra.
Le richieste d'intervento debbono sempre contenere le generalità e l'indirizzo del richiedente (e l'indirizzo in cui ha sede l'impianto interferito, se diverso dal primo) ed un recapito telefonico.
Inoltre in esse debbono essere indicati:
Se le interferenze si manifestano in ore tarde o notturne è quanto mai necessario precisarlo.
Il richiedente deve garantire la presenza e la disponibilità di qualcuno, per l'esecuzione delle verifiche tecniche strumentali, presso almeno un utente e, se del caso, anche l'accesso alla sede ove sono ubicate le apparecchiature dell'impianto d'antenna o, eventualmente, anche al tetto dell'edificio (se calpestabile e in massima sicurezza).
L'accuratezza delle indicazioni che ci fornirete e le eventuali precisazioni che possono esservi poi richieste telefonicamente dai tecnici preposti, possono essere determinanti per una rapida ed auspicabile soluzione dei problemi lamentati e, con beneficio per tutti, possono determinare una riduzione dei costi sostenuti dalla P.A. per ogni intervento e per la sua pianificazione.
Grazie per la Vostra collaborazione.
Torna all'inizio Appendice Il presente opuscolo si rivolge in particolare agli utenti dei servizi di radiodiffusione sonora e televisiva, ma analoghe richieste di informazioni e/o di intervento possono essere prodotte anche dagli utilizzatori di altri servizi o reti di comunicazione elettronica indicati dal Codice, con l'avvertenza che: valgono anche per essi le indicazioni
di massima sopra riportate, nel capitolo dedicato alle definizioni
di "interferenze e disturbi". Diversamente da quanto
previsto per i canali radiotelevisivi, nell'apposito modulo,
o nella lettera, dovranno essere anche indicate: nel caso in cui il Codice preveda l'impiego di frequenze di tipo collettivo, le richieste di intervento non possono essere prese in considerazione nei casi in cui le interferenze (o presunte tali) siano riconducibili ad emissioni prodotte da altri legittimi utilizzatori delle stesse, o a servizi per i quali il vigente "Piano nazionale di ripartizione delle frequenze" (Decreto 8 luglio 2003 e successive modificazioni e integrazioni) assegna lo statuto di servizio PRIMARIO. Di seguito, a titolo riassuntivo, si fa riferimento ad alcune tipologie di reti di comunicazione elettronica ad uso privato, soggette ad autorizzazione generale: (art. 104, comma 1) (art. 104, comma 2) e a reti di comunicazione elettronica ad uso privato di "libero uso": (art. 105) - frequenze di tipo collettivo Come già accennato, per le reti di comunicazione elettronica ad uso privato impieganti apparecchiature di "libero uso", non è prevista alcuna protezione, a meno che le eventuali interferenze, o disturbi, siano causati da impianti o apparecchi non conformi (irregolarmente importati in Europa o modificati), od affetti da avarie, o conseguenti ad azioni intenzionali che ne limitino o ne interrompano l'utilizzazione. In detti casi, l'utente finale ha diritto di rivolgersi agli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni - o della Polizia Postale e delle Comunicazioni, competenti per territorio. Nel caso in cui l'utilizzatore di apparecchi di "libero uso", conformi alle vigenti normative in materia di comunicazioni elettroniche e di compatibilità elettromagnetica, dovesse provocare interferenze ad altri analoghi apparati, egli non può essere indotto od obbligato a disattivare o ad utilizzare diversamente il proprio. Laddove e quando sia possibile, è consigliabile rivolgersi a rivenditori specializzati per ottenere suggerimenti utili per un ottimale utilizzo di detti dispositivi. |
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all'inizio Per la soluzione di eventuali problematiche inerenti l'inquinamento elettromagnetico e la salute umana, è competente: A.R.P.A.L. (Agenzia Regionale per
la Protezione dell'Ambiente Ligure), Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito: www.arpal.gov.it (pagina di riferimento: Campi elettromagnetici) o contattare l'Agenzia mediante e-mail, all'indirizzo: |
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SERVIZIO PUBBLICO di radiodiffusione sonora e televisiva RAI Radiotelevisione Italiana La RAI tramite la società
RAIWAY offre un servizio tecnico che garantisce i servizi di
diffusione ad oltre il 99% della popolazione e fornisce "on
line" informazioni e servizi sulla diffusione analogica,
digitale e satellitare. Per informazioni, segnalazioni di interferenze ed anomalie chiamare il numero verde 800 111 555, dalle 9.00 alle 24.00; oppure, per i soli utenti della Liguria: RAIWAY - Gestione Reti - Corso Europa,
125 - 16132 Genova oppure: consultare il sito www.raiway.it o scrivere a raiway@rai.it. |