La tutela dei servizi forniti tramite le reti di comunicazione elettronica, prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche (D.lgs 1° agosto 2003, n. 259 - art. 97, comma 2 e art. 211 - che di seguito verrà indicato come "Codice") e dalle altre norme in vigore, anche in materia di compatibilità elettromagnetica, viene espletata dall'Ispettorato sia a favore dei gestori delle stesse reti, sia degli utenti finali.

Nel caso delle stazioni radioelettriche per la ricezione di programmi radiotelevisivi (ossia gli impianti singoli o centralizzati per la ricezione radiotelevisiva), l'utente finale è rappresentato dal cosiddetto "abbonato", ossia da quel soggetto che, come imposto da specifiche norme in materia di finanze, corrisponde allo Stato un contributo annuo a titolo di possesso di uno o più apparati atti alla ricezione di programmi televisivi (*).

AVVERTENZA

I tecnici degli Ispettorati Territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni, non eseguono riparazioni o altre attività di manutenzione degli impianti di ricezione radiofonica o televisiva degli utenti.
Essi effettuano, a seguito delle richieste pervenute all'Ispettorato di appartenenza, sopralluoghi, misure strumentali e le prove tecniche necessarie per stabilire la causa delle lamentate interferenze; provvedendo, infine, alle procedure necessarie per la loro rimozione.

Interferenze e disturbi alla ricezione di programmi televisivi analogici

Turbative alle reti ed ai servizi di comunicazione elettronica (ad uso pubblico)

 

Definizione di impianto
Abbonamenti
Cosa sono le interferenze (Interferenze, disturbi ed altro)
Interferenze alla TV "digitale"
Cosa fare in caso di ricezione radiotelevisiva anomala
Modalità di richiesta di intervento
Competenze in caso di "inquinamento elettromagnetico"
Servizio pubblico di radiodiffusione sonora e televisiva (RAI)
Appendice


Definizione di impianto per la ricezione di servizi di diffusione sonora e televisiva
(alcuni richiami alle norme in vigore)

 

Una rete di comunicazione elettronica per la diffusione circolare (quindi a mezzo di onde elettromagnetiche) di programmi sonori o televisivi, è costituita da impianti di stazioni radioelettriche.
Sono stazioni radioelettriche, sia gli impianti dei trasmettitori o dei ripetitori radiofonici e radiotelevisivi dei gestori, sia gli impianti utilizzati dagli utenti per ricevere i servizi irradiati dai primi.

Una stazione radioelettrica atta alla ricezione di programmi radiofonici e/o radiotelevisivi (analogici e/o digitali), può essere composta da uno o più ricevitori (*), da una o più antenne, e da eventuali apparecchiature accessorie per il trattamento e la distribuzione dei segnali radioelettrici agli utenti (amplificatori, convertitori, filtri, derivatori, cavi coassiali eccetera).
Un televisore portatile costituisce un impianto di stazione portatile.

(*) Per ricevitore si intende qualunque apparecchio o altro dispositivo atto o adattabile alla ricezione delle diffusioni radiofoniche e televisive.

La RAI Radiotelevisione italiana S.p.a., in virtù di specifici Contratti di Servizio, stipulati (su base annuale), con il Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni (Sulla base della convenzione STATO-RAI vigente), è concessionaria per il servizio pubblico di radiodiffusione sonora e televisiva (Emittenza pubblica).

La Legge 223/90 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato - art. 16), stabilisce che anche a soggetti privati possono essere rilasciate concessioni per la radiodiffusione sonora o televisiva (Emittenza privata).

Il "Testo unico della radiotelevisione", D.Lgs. 31-07-2005, n. 177, art. 30, stabilisce, tra l'altro, che "L'installazione e l'esercizio di impianti e ripetitori privati, destinati esclusivamente alla ricezione e trasmissione via etere simultanea ed integrale dei programmi radiofonici e televisivi diffusi in ambito nazionale e locale, sono assoggettati a preventiva autorizzazione del Ministero…omiss.". (Ripetitori gestiti esclusivamente da Comuni, comunità montane o altri enti locali o consorzi di enti locali…).

Il Codice delle comunicazioni elettroniche (art.1 g)), stabilisce, tra l'altro, che la fornitura di reti o di servizi di comunicazione elettronica, anche ad uso privato, è soggetta ad autorizzazione generale.
Per quanto concerne la radiodiffusione sonora o televisiva, sul Codice prevalgono le predette norme speciali (e successive eventuali modificazioni), in materia di reti utilizzate per la diffusione circolare di programmi sonori e televisivi.

Per quanto riguarda le stazioni riceventi del servizio di radiodiffusione, lo stesso Il Codice delle comunicazioni elettroniche (art. 160 comma 2) stabilisce che "il titolo di abbonamento tiene luogo alla licenza.". Quindi anche detti impianti sono, di fatto, soggetti ad autorizzazione generale.

I titolari di abbonamento per il servizio di radiodiffusione televisiva, e gli usufruttuari del servizio di radiodiffusione sonora, hanno diritto alla protezione da interferenze da parte del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni.

Abbonamenti ad uso privato, sintesi.

Le norme attualmente in vigore stabiliscono che per il possesso o la detenzione di apparecchi atti alla sola ricezione dei programmi radiofonici del servizio di radiodiffusione sonora, in ambito familiare, non è previsto alcun tributo o imposta annua (ex canone di abbonamento di tipo ordinario).

Il possesso o la detenzione di uno o più ricevitori di programmi del servizio di radiodiffusione televisiva, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, quindi in ambito familiare (secondo lo stato di famiglia), implica il pagamento annuo di un'imposta sulla detenzione degli stessi, indipendente dalla loro quantità. Detta imposta viene ancora comunemente definita "canone di abbonamento alla televisione".

Il canone dev'essere pagato indipendentemente dall'uso che si fa del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive, ed è altresì indipendentemente dal numero dei ricevitori di cui si dispone presso la propria abitazione e/o in seconde case di propria esclusiva pertinenza.

Tra gli apparecchi o altri dispositivi atti alla ricezione radiotelevisiva, sono compresi i televisori, i video registratori, i sintonizzatori per PC, esterni o incorporati, i decoder per la ricezione radiotelevisiva da satellite e/o digitale terrestre e quant'altro di simile.

Ad oggi (dato del 2007), in mancanza di specifici chiarimenti normativi, il "canone" risulterebbe dovuto anche da chi, se non già titolare di un "abbonamento" TV per casa, utilizza videofonini o palmari per la ricezione di programmi televisivi DVB-H.

Abbonamenti speciali: la relativa imposta è dovuta da chi possiede o detiene uno o più apparecchi radiofonici o televisivi in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dall'ambito familiare (alberghi, residence, villaggi turistici e campeggi, ed altre strutture ricettive, esercizi pubblici: negozi, bar, ristoranti; circoli privati, imbarcazioni, istituti scolastici, mense, eccetera).

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Cosa sono le interferenze (e i disturbi), e da cosa sono prodotte

D'ora in poi, faremo quasi sempre riferimento ai soli programmi televisivi per comodità esplicativa.

Le foto che ritraggono alcuni tipi di interferenze, disturbi ad altre anomalie, e le diverse descrizioni, sono solamente indicative e non possono rappresentare tutte le tipologie e varietà di fenomeni possibili.

Ecco come si presenta lo schermo del TV nel caso di buona ricezione dell'immagine:

Ecco alcune definizioni semplificate di termini comunemente usati

Frequenza (portante): è il valore nominale (o centrale), comunemente espresso in multipli di Hertz (Hz), come kiloHertz (kHz), MegaHertz (MHz), GigaHertz (GHz), di un'emissione radioelettrica.

Canale: una porzione di spettro radioelettrico, situata intorno alla frequenza portante, che è occupata dalle oscillazioni del valore della portante, quando modulata da un'informazione e/o da sottoportanti.

Informazione: il contenuto della trasmissione (audio, video, dati, eccetera).

Per interferenza s'intende, comunemente, l'effetto causato sulla ricezione di un determinato segnale radioelettrico, causato da una seconda emissione (o da più emissioni) irradiata sulla stessa frequenza o su frequenze poste all'interno dello stesso canale o adiacenti ad esso.
Un'interferenza può essere causata da stazioni radioelettriche o da altri dispositivi che generano ed irradiano emissioni a radiofrequenza.

 

Nella foto 01, si può vedere un tipo di interferenza che può essere causata da un'emittente radio FM

Foto 01


Nella foto 02, si può vedere un tipo di interferenza che può essere causata da una stazione CB, o di radioamatore, o similare.

Foto 02

Nella foto 03, si può vedere un tipo di interferenza causata da una seconda stazione televisiva sullo stesso canale.

Attenzione: analoghi effetti visivi potrebbero essere determinati da avarie di amplificatori dell'impianto di ricezione TV, o dalla presenza di nuovi segnali TV (anche su canali diversi da quello ricevuto), o da variazioni della potenza trasmessa da qualcuna delle emittenti TV che abitualmente ricevete; dette situazioni potrebbero causare, nel vostro impianto ricevente, prodotti di intermodulazione o comunque anomalie che comportano la comparsa di effetti video simile a questo.
Consultare l'antennista è consigliabile.

Foto 03
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Per disturbo s'intende, comunemente, l'effetto prodotto sulla ricezione di un determinato segnale radioelettrico, causato da emissioni a largo spettro, sia di origine naturale, sia di origine "industriale", che si manifestano anche all'interno del canale ricevuto.

 

Le "riflessioni"

Foto 04

Le riflessioni sono un ben noto e comune problema che, a differenza delle interferenze vere e proprie e dei disturbi, nella TV analogica si manifesta in modo simile a quello riprodotto nella foto 04; a volte la presenza di riflessioni intense provoca la perdita di sincronismi (ad es. con figure che scorrono verticalmente).
Le riflessioni si rendono visibili, in maniera più o meno accentuata, quando in una certa porzione di spazio, compresa tra l'antenna e la sorgente del segnale utile, esistono ostacoli naturali (colline, montagne, laghi, mari…), oppure palazzi, ponti, capannoni, navi, gru, eccetera; ossia tutto ciò che è in grado di riflettere onde elettromagnetiche.
In pratica, in determinate condizioni, al ricevitore TV arrivano due o più segnali; quello utile e quello (o quelli) riflesso, che giunge al ricevitore televisivo con un lieve ritardo di tempo rispetto al primo.
In alcuni casi le riflessioni che appaiono sul nostro schermo TV possono essere "costanti" (generalmente sono causate dalla presenza di ostacoli fissi), in altri casi esse possono variare (muovendosi orizzontalmente), rapidamente o lentamente, nel tempo (generalmente dipende dalla posizione mutevole delle superfici riflettenti e/o dalle condizioni ambientali).
Non di rado la presenza di riflessioni sullo schermo può essere causata da una inappropriata installazione dell'antenna ricevente o da un suo spostamento (ad esempio causato da forte vento).
Anche un'inadeguata realizzazione o manutenzione dell'impianto d'antenna (singolo o collettivo), o la manomissione della parte dell'impianto di distribuzione del segnale (cavi coassiali, prese d'utente o divisori e derivatori di segnale), può dar luogo alla formazione di riflessioni sullo schermo.
Consultare l'antennista è consigliabile.

 

Disturbi da malfunzionamenti dell'impianto ricevente

I malfunzionamenti di alcune parti dell'impianto d'antenna possono causare disturbi alla ricezione televisiva, più o meno accentuati (Foto 05).
Essi possono essere causati da avarie degli amplificatori di canale, o dalla pessima condizione di cavi coassiali o di altri componenti. A prima vista non è facile distinguere questo tipo di disturbi da un problema di natura esterna, senza effettuare adeguate misure strumentali.

Foto 05

Disturbi da "rumore"

a) disturbi di origine naturale, "di fondo", a largo spettro (tempeste solari, elettromagnetiche, e così via).
Essi, comunemente, si manifestano quando vi è uno scarso rapporto tra l'ampiezza del segnale utile ricevuto e il rumore di fondo, implicando la comparsa, sullo schermo televisivo, del cosiddetto effetto neve (foto 06).

Anche un'inadeguata realizzazione o manutenzione dell'impianto d'antenna (singolo o collettivo), o la manomissione della parte dell'impianto di distribuzione del segnale (cavi coassiali, prese d'utente o divisori e derivatori di segnale), può dar luogo alla comparsa di effetto neve o altri disturbi sullo schermo.

Foto 06

Nota: nell'audio del TV e nei radioricevitori FM, possono manifestarsi come un fruscio continuativo in assenza di segnale o con segnali scarsi.

b) disturbi prodotti da tutti i dispositivi elettrici, elettronici e radioelettrici presenti nell'ambiente (dai sistemi di illuminazione alle linee di distribuzione di energia elettrica, gli altri ricevitori radioelettrici, gli elettrodomestici, le linee ferroviarie elettrificate, ponti radio, trasmettitori, ripetitori televisivi e per la telefonia e quant'altro); ossia tutto ciò che genera, abbastanza costantemente, il cosiddetto inquinamento elettromagnetico e/o emissioni a largo spettro.

Questi disturbi (foto 07) si manifestano con svariate modalità; con la comparsa di puntini bianchi distribuiti casualmente sullo schermo (a volte accompagnati da crepitii sull'audio), oppure raggruppati in "barre" fisse o scorrevoli sullo schermo (orizzontali, verticali o diagonali), "lische di pesce" eccetera.

Foto 07

L'inserimento, nell'impianto ricevente, di dispositivi di amplificazione, specialmente se a "larga banda", aumenta sia il segnale utile, sia il rumore; quindi spesso, pur permettendo un'apparente miglior ricezione delle immagini, non risolve il problema di eventuali disturbi.

 

Disturbi "industriali"

Foto 08

Pur facendo parte dei disturbi da rumore già descritti al precedente punto b), sovente i disturbi industriali sono causa di pesanti turbative (foto 08), quasi sempre localizzabili nella zona in cui operano i macchinari che li generano.

Alcuni tipi di macchinari industriali, o apparecchiature elettriche od elettroniche, o linee elettriche (specialmente se costruite od installate in difformità delle specifiche norme in materia di compatibilità elettromagnetica e per la prevenzione dei disturbi radioelettrici, oppure se malfunzionanti a causa di avarie), possono irradiare emissioni radioelettriche a largo spettro o concentrate in determinate bande di frequenza.

(Foto 09: un tipo di disturbo provocato da una lampada fluorescente)

 

Non sono rari i casi in cui, a causa della ridotta distanza tra gli impianti di ricezione radiotelevisiva disturbati e determinate apparecchiature, non sia possibile comunque garantire la totale assenza, a volte periodica, di disturbi di natura elettromagnetica.


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E' bene ribadire che più scarsa è l'ampiezza del segnale utile (ossia del segnale ricevibile sul canale che si desidera sintonizzare), più accentuata sarà la presenza dell'effetto neve e/o degli altri tipi di disturbi (effetti che possono manifestarsi anche sull'audio, con fruscio e/o crepitii, quando il segnale è particolarmente scarso).
Ottimizzare, quando possibile, la posizione, la struttura e la qualità delle antenne e, laddove necessario, impiegare anche filtri di canale, è il miglior metodo per cercare di ottenere un aumento del segnale utile.

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Disturbi e fenomeni dovuti a problemi di incompatibilità elettromagnetica

Finora, in particolare, abbiamo considerato i fenomeni interferenziali, che interessano un ricevitore radiofonico o radiotelevisivo in quanto tale e che sono quindi solitamente causati da emissioni, prodotte da altre stazioni radioelettriche o da diverse altre fonti, su frequenze poste all'interno del canale radio (o radiotelevisivo) su cui esso è sintonizzato.
Abbiamo poi parlato di generici disturbi elettromagnetici, che si propagano nell'etere, analogamente alle emissioni generate dalle stazioni radio.
In entrambi i casi i fenomeni che possono manifestarsi sono riconducibili a emissioni elettromagnetiche che si propagano nello spazio, coprendo anche certe distanze.

Però, quando vi è una certa vicinanza tra apparecchiature, radioelettriche (ivi compresi i ricevitori di radiotelevisivi), o impianti radioelettrici, elettrici o elettronici, o altre apparecchiature analoghe, oltre a possibili interferenze o disturbi come quelli già trattati, possono verificarsi anche veri e propri malfunzionamenti delle apparecchiature stesse.

La più recente normativa italiana (D.lgs 06-11-2007, n. 194), che ha recepito ed attuato le specifiche direttive europee in materia di "compatibilità elettromagnetica" (es. la direttiva 2004/108/CE), determina, tra l’altro, i parametri cui debbono attenersi i costruttori, gli importatori e gli installatori delle varie apparecchiature, ai fini della loro immissione nel mercato, commercializzazione, distribuzione, e/o della loro installazione.

Gli indesiderati effetti che possono derivare dalle emissioni elettromagnetiche generate da uno dei due apparecchiature, o da entrambe, o in mancanza della necessaria immunità di essi o di uno di essi, determinano, di fatto, una situazione di "incompatibilità elettromagnetica”.

Il predetto decreto stabilisce, tra l’altro, che:

Ne consegue che, gli stessi apparecchi, devono anche essere il più possibile immuni ai disturbi elettromagnetici generati da altri, specialmente se presenti nello stesso ambiente elettromagnetico.

Per ambiente elettromagnetico si intende il complesso di tutti i fenomeni elettromagnetici osservabili in un determinato luogo.

NB: Le eventuali emissioni non quasi mai eliminabili completamente, e devono quindi essere contenute entro determinati limiti ed entro un determinato raggio.

Lo stesso D.lgs 194/2007, stabilisce anche le procedure di riconoscimento degli organismi notificati, preposti al rilascio delle certificazioni di conformità delle apparecchiature in questione, le quali, una volta immesse in commercio, debbono essere accompagnate da una "Dichiarazione di conformità" e dalla marcatura CE di conformità", anche ai fini della tutela del consumatore.

A differenza delle specifiche norme, stabilite dal Codice, per la protezione da interferenze o turbative ai servizi di comunicazione elettronica, le norme inerenti la compatibilità elettromagnetica estendono quindi la tutela delle comunicazioni ed introducono il principio di tutela dell'impiego delle apparecchiature in genere. Il Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni - è competente ed interviene per la protezione delle comunicazioni dai disturbi eventualmente causati dall’utilizzo delle apparecchiature.

In generale, quando si verifica una situazione di incompatibilità elettromagnetica tra due apparecchiature, possono manifestarsi dei malfunzionamenti di una di esse o, meno frequentemente, su entrambe.

Alcuni esempi:

a) Se avvicinate un telefono cellulare acceso ad un impianto ad alta fedeltà acceso (senza sintonizzatore radio), può accadere che, periodicamente, sentiate un rumore, simile a quello sotto riproducibile, negli altoparlanti.
b) Analogo effetto si può presentare nelle "casse" di un personal computer od altri dispositivi riproduttori di suoni.


Azionare il player per ascoltare il suono prodotto negli altoparlanti dalle emissioni di un cellulare
 

c) In alcuni casi la vicinanza di un cellulare acceso vicino al monitor di un PC, può provocare, a volte combinata con l'effetto audio, la comparsa di barre o distorsioni dell'immagine visibile in quel momento.
Nei casi appena citati, l'apparecchiatura "disturbata" non è certamente un ricevitore radiofonico o televisivo, eppure abbiamo sentito e/o visto qualcosa di molto simile ai fenomeni dovuti alle interferenze o ai disturbi rilevabili nei radio ricevitori. Questo tipo di disturbi, normalmente, non è eliminabile se non allontanando le apparecchiature coinvolte.

Può anche accadere che questi ulteriori fenomeni si manifestino anche in impianti HI-FI muniti di sintonizzatore radiofonico, oppure in ricevitori televisivi; quindi è difficile, per l'utente (o per l'utilizzatore) stabilire se si tratta di interferenze o disturbi radioelettrici, oppure se si tratta di malfunzionamenti riconducibili all'incompatibilità elettromagnetica.

Alcuni esempi:

a) nelle vicinanze opera un radioamatore e vi capita di sentirne la voce nelle casse dello "stereo" mentre ascoltate un programma radiofonico mediante un sintonizzatore FM. Anche se non impossibile, è assai poco probabile che le emissioni di una stazione di radioamatore riescano a produrre interferenze nella banda di frequenza 88,500 / 108 MHz. Ne consegue che, assai probabilmente, i fastidiosi fenomeni da voi rilevati possano dipendere dall'eccessiva vicinanza tra il vostro impianto ricevente (o parte di esso) con l'antenna usata dal radioamatore o con il cavo di alimentazione di detta antenna. Se prima non vi era mai capitato di subire detti disturbi, potrebbero essere subentrate delle variabili come un'avaria alla stazione del radioamatore, un aumento della potenza trasmessa (sebbene nei limiti consentiti, ad esempio), un malfunzionamento del vostro impianto di terra ed altro ancora.

b) analogo problema lo riscontrate nell'audio del vostro televisore. Valgono in linea di massima le stesse osservazioni precedenti.

In alcuni casi è possibile risolvere gli inconvenienti posizionando diversamente i diffusori dello "stereo" o del PC, o i loro cavi di collegamento, oppure usando cavi schermati, o, se possibile, provando a sostituire temporaneamente i diffusori con altri di marca diversa.

c) in alcuni casi, fortunatamente rari oggigiorno, un PC (personal computer), potrebbe generare interferenze al TV (simili a quelle della foto 10). Basta spegnere il PC e poi scollegarlo dalla rete elettrica, per verificare se esso era la causa del problema.

Foto 10

 

In caso di impossibilità di fare alcune delle prove sopra citate, e di dubbi, vi consigliamo di contattare l'Ispettorato telefonicamente (o via posta elettronica), al fine di ottenere qualche ragguaglio in merito e per valutare l'opportunità o meno di richiedere un intervento. 

E' utile rammentare che in alcune circostanze le interferenze (o i disturbi) possono essere generati da apparecchiature elettriche od elettroniche installate o comunque utilizzate nella vostra abitazione.
Caso non raro, specialmente nei periodi invernali (ma non solo), è quello di disturbi, periodici e ripetitivi, generati dalla chiusure ed apertura dei contatti di termostati, usati per la regolazione di dispositivi atti al riscaldamento (radiatori e stufe elettrici, caldaie singole o condominiali ecc.).
Spesso anche i dispositivi di intermittenza delle "luminarie" natalizie o similari, provocano, con lo scintillio dei contatti, disturbi analoghi a quelli sopra citati.
In entrambi i casi sullo schermo del vostro televisore (e spesso anche su quello di qualche vicino) compaiono (per brevi ma frequenti e ripetitivi periodi nell'arco della giornata) delle fastidiose strisce orizzontali, a volte accompagnate da sgradevoli suoni nell'audio.

Se constatate la presenza di siffatte interferenze ed avete acceso in casa qualche dispositivo, la cui attivazione ha coinciso con la comparsa dei disturbi, provate a disattivarlo e, nel caso che i disturbi scompaiano avete risolto il problema.
Se si tratta di termostati asserviti ad apparecchiature complesse è consigliabile farne eseguire la riparazione (spesso consistente nella sola sostituzione del termostato od analogo dispositivo); nel caso di "luminarie" ed affini, è sempre meglio evitare di acquistare prodotti di provenienza sospetta, servirsi solo da rivenditori affidabili e pretendere sempre che ciò che comprate sia rispondente alle vigenti norme europee in materia di prevenzione dei disturbi e di compatibilità elettromagnetica (Munito dell'apposito marchio CE ed eventuale certificazione a corredo).
Qualunque dispositivo non rispondente alla citate norme è passibile di sequestro e di cospicua sanzione amministrativa.

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Interferenze e disturbi alla ricezione di programmi televisivi digitali terrestri

Alcune delle seguenti note valgono anche per la ricezione digitale da satellite

Turbative alle reti ed ai servizi di comunicazione elettronica (ad uso pubblico)

 

Alcune definizioni (modalità dei servizi digitali di Broadcasting):

DVB: Digital Video Broadcasting (Trasmissione video digitale)
DVB-S: Digital Video Broadcasting - Satellite (Trasmissione video digitale - satellitare)
DVB-C: Digital Video Broadcasting - Cable (Trasmissione video digitale - via cavo)
DVB-T: Digital Video Broadcasting - Terrestrial (Trasmissione video digitale - terrestre)
DVB-H: Digital Video Broadcasting - Handheld (Trasmissione video digitale - palmare, cellulare)

DAB: Digital Audio Broadcasting (Trasmissione audio digitale) - Radio digitale

 

L'avvento delle tecnologie digitali, dopo aver stravolto il modo di comunicare, mediante i sistemi di telefonia mobile (cellulari e similari), sta rivoluzionando da tempo, sebbene con certi ritardi, anche il mondo della televisione e della radio.
Oltre alle trasmissioni radiofoniche e televisive via satellite, che ad oggi sono state quasi completamente convertite in "digitale", anche la radio e la TV "terrestri" seguiranno, verosimilmente entro alcuni anni, la stessa sorte.
Già oggi, la ricezione di segnali digitali terrestri disponibili comporta, da parte dell'utente, la modifica della sua stazione ricevente, con l'installazione di appositi "decoder" (un decoder per ogni televisore analogico di cui si dispone) da abbinare ai ricevitori TV analogici.
In futuro, se e quando le trasmissioni analogiche verranno definitivamente abbandonate, l'utente dovrà sostituire i suoi ricevitori radiotelevisivi con altrettanti ricevitori digitali (i cosiddetti iDTV), come quelli recentemente immessi in commercio in Italia (autunno 2007).
Attualmente i cosiddetti pacchetti, o bouquet (tecnicamente noti come MUX, o Multiplex digitali), "offerti" in parte gratuitamente da alcune emittenti tra cui la RAI, sono ancora sperimentali e soggetti a frequenti variazioni di contenuto; in altri casi essi sono a pagamento, per la fornitura di "pacchetti" tematici (come sport e film, in particolare).

La trasmissione digitale delle informazioni assolve (o dovrebbe assolvere) diverse necessità tra le quali, in particolare:

Assenza di disturbi audio e video, con conseguente aumento della….
Qualità del "prodotto" ricevuto (audio con qualità "CD", video anche ad alta risoluzione);
Maggiore quantità e tipologie di dati ricevibili: numerose emittenti ricevibili su un unico canale radiotelevisivo, possibilità di selezionare, laddove disponibili, audio multilingue, visualizzazione di informazioni in tempo reale (oltre al teletext), inerenti i contenuti dei programmi in corso e quelli successivamente trasmessi, eccetera.

L'interattività della maggior parte dei decoder, espletata attraverso il loro collegamento alla linea telefonica), permette, all'utente che lo desidera e a sue spese, di svolgere alcune altre operazioni, simili a quelle eseguibili via internet tramite un PC, mettendosi in "contatto" con l'emittente in quel momento sintonizzata.

Una peculiare caratteristica dei trasmettitori digitali è quella di emettere, in linea di massima, potenze inferiori a quelle irradiate dagli attuali impianti trasmittenti analogici. Ciò dovrebbe ridurre l'inquinamento elettromagnetico, a patto che non vi sia una eccessiva proliferazione di emittenti che forniscono servizi digitali di broadcasting a mezzo onde radio.

Come sopra accennato, la tecnica digitale dovrebbe eliminare i tanto fastidiosi disturbi alla ricezione radiotelevisiva che abbiamo visto in precedenza.
Tuttavia anche il "digitale" non è perfetto e la sua ricezione può essere compromessa, in parte o totalmente, se verificano alcune particolari condizioni che non permettono al ricevitore l'opportuna correzione ed il recupero di dati particolarmente degradati.
Qui facciamo riferimento alle sole trasmissioni ricevute via "etere" (satellitare e terrestre in particolare), così come abbiamo fatto nel capitolo dedicato alla ricezione analogica.

L'assenza del segnale utile comporta la mancanza assoluta di immagini sullo schermo (nella maggior parte dei casi lo schermo appare nero o blu, spesso seguito dalla comparsa di una scritta, che varia a seconda del software insito nel decoder, che avverte della mancanza di segnale; foto 11).

Foto 11

La scarsità di segnale utile (che nel caso satellitare può dipendere da nubi, pioggia o nevicate in atto) o la presenza di interferenze particolarmente pesanti, provoca la comparsa di "quadratini" o "rettangolini" colorati (più o meno numerosi; foto 12), spesso accompagnati dal frequente "congelamento" dell'immagine in quel momento presente sullo schermo, nonché da acuti crepitii nell'audio.
In alcuni casi, fortunatamente rari, si possono verificare vere e proprie interferenze (solitamente di natura "terrestre") che impediscono, di fatto, la ricezione di determinati canali (Ciò vale sia la ricezione terrestre, sia quella da satellite).

Foto 12

Per la ricezione digitale terrestre, sia in caso di assenza di segnale, o di segnale utile scarso, o in presenza anomalie e di possibili interferenze o disturbi in atto, per l'utente valgono le stesse indicazioni di seguito date per "l'analogico".

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Cosa fare in caso di ricezione radiotelevisiva anomala

Occorre innanzitutto stabilire se il problema riguarda solo Voi o se interessa anche altri utenti che abitano vicino a voi, nello stesso stabile o in edifici adiacenti. Quindi chiedete a qualcuno che abita nelle vostre vicinanze, se anche la sua ricezione è affetta dagli stessi disturbi e se riguarda gli stessi canali (avendo cura di distinguere tra quelli analogici e quelli digitali).

Se le persone da voi interpellate non lamentano disturbi o ne lamentano altri, non riconducibili a quelli che Vi riguardano, provvedete, per quanto possibile, personalmente ad una sommaria verifica della parte interna del vostro impianto d'antenna.
Se disponete di più apparecchi televisivi collegati alla stessa antenna, verificate se i disturbi si manifestano su tutti. In caso contrario è assai probabile che il solo televisore "disturbato" abbia qualche avaria o che il cavo che lo collega all'antenna (o gli spinotti, la presa ecc.) presenta qualche difetto.
Se invece i disturbi interessano tutti i vostri televisori, provvedete, se possibile, ad una verifica più accurata di tutto il vostro impianto d'antenna, rivolgendovi, se lo ritenete opportuno, al vostro antennista di fiducia, eventualmente tramite l'amministratore nel caso abitiate in uno stabile dotato di impianto centralizzato.

Se le persone da voi interpellate lamentano gli stessi disturbi e tutti impiegano impianti d'antenna singoli tenete presente che se le anomalie consistono nell'assenza prolungata o intermittente di segnali, è assai probabile che non si tratti di interferenze o disturbi ma di avarie dei ripetitori che servono la vostra zona.
Se vi trovate in località montane o comunque in piccole località, potete chiedere al Comune o alla Comunità locale (se presente) se i ripetitori dei canali interessati sono gestiti localmente oppure direttamente dalle emittenti stesse. In quest'ultimo caso contattate direttamente la sede più vicina dell'emittente o delle emittenti coinvolte. (Servizio pubblico - RAI)

Nel caso invece che l'impianto d'antenna sia centralizzato, occorre stabilire se si possa trattare di un guasto all'impianto o se il disturbo sia di provenienza esterna; per fare ciò la cosa più semplice è interpellare abitanti degli stabili vicini.

Se la loro la ricezione è regolare conviene chiedere all'amministratore di far eseguire una verifica dell'impianto da parte dell'antennista.

Altrimenti, nel caso di assenza prolungata o intermittente di segnali, occorre contattare i responsabili delle emittenti interessate per verificare l'eventualità di avarie ai ripetitori stessi. 

Se dalle verifiche eseguite vi pare di poter escludere tutte le eventualità sopra descritte contattate l'Ispettorato Liguria per richiedere l'intervento tecnico (secondo le modalità riportate in seguito) di persona o tramite l'amministratore del vostro condominio in caso utilizziate un impianto centralizzato..

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MODALITÀ DI RICHIESTA D'INTERVENTO PER INTERFERENZE ALLA RICEZIONE DI PROGRAMMI RADIOFONICI O RADIOTELEVISIVI

Per i residenti a Genova è possibile recarsi personalmente presso la portineria dell'Ispettorato (vedi "dove siamo"), e richiedere l'apposito modulo da compilare e consegnare subito.

Altrimenti l'invio delle richieste di intervento per interferenze radio TV può essere fatto:

a mezzo Fax: al numero 010-211575
a mezzo posta elettronica: all'indirizzo it.liguria@sviluppoeconomico.gov.it
a mezzo posta ordinaria: con lettera in carta semplice indirizzata a:

Ministero dello Sviluppo Economico

Comunicazioni
Ispettorato territoriale per la Liguria
Ufficio Interferenze Radio TV
Via Saporiti, 7
16134 Genova.

nella quale è possibile descrivere il problema secondo le successive indicazioni, oppure inserire il solo modulo di richiesta di intervento, su due pagine, debitamente compilato e firmato.

Il modulo è "scaricabile" qui

Alla voce Interferenze ad impianti TLC pubblici o privati, "segnalazione di interferenze alla ricezione radio/TV (per utenti privati, su due pagine)", sarà possibile scegliere di visualizzare o scaricare il predetto modulo in formato "Word" o "PDF" (Leggere le "note" ivi riportate).

Le richieste d'intervento per interferenze alla ricezione di programmi radiofonici o radiotelevisivi, effettuate con i metodi sopra indicati, NON comportano l'applicazione di marca da bollo.

Le richieste d'intervento effettuate a mezzo telefono, o mediante corrispondenza anonima, non possono essere prese in considerazione.

E' tuttavia possibile chiedere informazioni e chiarimenti telefonando al numero 010-213412;
oppure chiamando il centralino al numero 010-210327 e chiedendo di parlare con l'ufficio "interferenze TV" (interno 217); oppure utilizzando i numeri di posta elettronica o fax indicati sopra.

Le richieste d'intervento debbono sempre contenere le generalità e l'indirizzo del richiedente (e l'indirizzo in cui ha sede l'impianto interferito, se diverso dal primo) ed un recapito telefonico.

Inoltre in esse debbono essere indicati:

- l'emittente o le emittenti interferite e, se noti, anche i rispettivi canali: (ad es: 54 UHF, 10 VHF ecc.);
- la durata dei fenomeni e le fasce orarie in cui essi si verificano maggiormente (se continue durante la giornata, precisarlo);
- una descrizione sommaria di come si presentano i disturbi sul video e/o nell'audio (facendo eventuale riferimento al numero della foto cui il disturbo da Voi rilevato si assomiglia. Ad esempio: "Disturbo simile a quello riprodotto nella foto 02 del vostro sito");
- il tipo di impianto d'antenna (se centralizzato o singolo, antenna esterna o incorporata all'apparecchio ricevente);
- la presumibile causa del problema (se ritenuto opportuno);
- la persona o le persone (inquilini, consiglieri condominiali ecc., che siano a conoscenza del problema) da contattare telefonicamente per concordare l'eventuale appuntamento presso l'impianto interferito allo scopo di effettuare i rilievi del caso.

Se le interferenze si manifestano in ore tarde o notturne è quanto mai necessario precisarlo.

Il richiedente deve garantire la presenza e la disponibilità di qualcuno, per l'esecuzione delle verifiche tecniche strumentali, presso almeno un utente e, se del caso, anche l'accesso alla sede ove sono ubicate le apparecchiature dell'impianto d'antenna o, eventualmente, anche al tetto dell'edificio (se calpestabile e in massima sicurezza).

L'accuratezza delle indicazioni che ci fornirete e le eventuali precisazioni che possono esservi poi richieste telefonicamente dai tecnici preposti, possono essere determinanti per una rapida ed auspicabile soluzione dei problemi lamentati e, con beneficio per tutti, possono determinare una riduzione dei costi sostenuti dalla P.A. per ogni intervento e per la sua pianificazione.

Grazie per la Vostra collaborazione.

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Appendice

Il presente opuscolo si rivolge in particolare agli utenti dei servizi di radiodiffusione sonora e televisiva, ma analoghe richieste di informazioni e/o di intervento possono essere prodotte anche dagli utilizzatori di altri servizi o reti di comunicazione elettronica indicati dal Codice, con l'avvertenza che:

valgono anche per essi le indicazioni di massima sopra riportate, nel capitolo dedicato alle definizioni di "interferenze e disturbi". Diversamente da quanto previsto per i canali radiotelevisivi, nell'apposito modulo, o nella lettera, dovranno essere anche indicate:
la tipologia di apparato (compresi la marca, il modello e gli estremi della sua marcatura CE - ad esclusione di quelli in uso ai radioamatori per svolgere la loro attività);
gli estremi dell'autorizzazione (quando prevista);
le frequenze, o le bande di frequenza, o gli specifici canali radio, oggetto delle problematiche.

nel caso in cui il Codice preveda l'impiego di frequenze di tipo collettivo, le richieste di intervento non possono essere prese in considerazione nei casi in cui le interferenze (o presunte tali) siano riconducibili ad emissioni prodotte da altri legittimi utilizzatori delle stesse, o a servizi per i quali il vigente "Piano nazionale di ripartizione delle frequenze" (Decreto 8 luglio 2003 e successive modificazioni e integrazioni) assegna lo statuto di servizio PRIMARIO.

Di seguito, a titolo riassuntivo, si fa riferimento ad alcune tipologie di reti di comunicazione elettronica ad uso privato, soggette ad autorizzazione generale:

(art. 104, comma 1)
ponti radio ad uso privato;
stazioni di radioamatore (e ripetitori in uso ai radioamatori) - frequenze di tipo collettivo;

(art. 104, comma 2)
dispositivi di "debole potenza" - frequenze di tipo collettivo;
reti radiolan e hiperlan - frequenze di tipo collettivo;
ricetrasmettitori PMR - frequenze di tipo collettivo;

e a reti di comunicazione elettronica ad uso privato di "libero uso":

(art. 105) - frequenze di tipo collettivo
apparati "SRD" (Short Range Devices tra i quali: ricetrasmettitori, telecomandi, telecomandi apri cancelli, radiocuffie, eccetera).

*

Come già accennato, per le reti di comunicazione elettronica ad uso privato impieganti apparecchiature di "libero uso", non è prevista alcuna protezione, a meno che le eventuali interferenze, o disturbi, siano causati da impianti o apparecchi non conformi (irregolarmente importati in Europa o modificati), od affetti da avarie, o conseguenti ad azioni intenzionali che ne limitino o ne interrompano l'utilizzazione.

In detti casi, l'utente finale ha diritto di rivolgersi agli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni - o della Polizia Postale e delle Comunicazioni, competenti per territorio.

Nel caso in cui l'utilizzatore di apparecchi di "libero uso", conformi alle vigenti normative in materia di comunicazioni elettroniche e di compatibilità elettromagnetica, dovesse provocare interferenze ad altri analoghi apparati, egli non può essere indotto od obbligato a disattivare o ad utilizzare diversamente il proprio. Laddove e quando sia possibile, è consigliabile rivolgersi a rivenditori specializzati per ottenere suggerimenti utili per un ottimale utilizzo di detti dispositivi.

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Per la soluzione di eventuali problematiche inerenti l'inquinamento elettromagnetico e la salute umana, è competente:

A.R.P.A.L. (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure),
con sede in via Bombrini, 8
16149 Genova (Fiumara)
Tel. 010-64371 (centralino). Settore Campi Elettromagnetici: tel. 010 6437 350

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito:

www.arpal.gov.it (pagina di riferimento: Campi elettromagnetici)

o contattare l'Agenzia mediante e-mail, all'indirizzo:

info@arpal.gov.it

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SERVIZIO PUBBLICO di radiodiffusione sonora e televisiva

RAI Radiotelevisione Italiana

La RAI tramite la società RAIWAY offre un servizio tecnico che garantisce i servizi di diffusione ad oltre il 99% della popolazione e fornisce "on line" informazioni e servizi sulla diffusione analogica, digitale e satellitare.
A Raiway possono rivolgersi anche gli utenti che intendono segnalare la mancata o la cattiva ricezione di segnali irradiati dalla RAI, per motivi non riconducibili al malfunzionamenti dei loro impianti riceventi o nel caso in cui gli antennisti eventualmente già intervenuti lo consiglino.

Per informazioni, segnalazioni di interferenze ed anomalie chiamare il numero verde 800 111 555, dalle 9.00 alle 24.00;

oppure, per i soli utenti della Liguria:

RAIWAY - Gestione Reti - Corso Europa, 125 - 16132 Genova
Telefono: 010-35681;

oppure:

consultare il sito www.raiway.it o scrivere a raiway@rai.it.

Aggiornamento del 25 settembre 2007